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Il vitigno moscato bianco è una varietà di uva a bacca bianca. E' un
vitigno a foglia media, pentagonale, tri o pentalobata. Il grappolo è medio,
cilindrico-piramidale. L' acino è medio, di forma sferica, con buccia sottile di
colore giallo-verde. La varietà bianca è la più pregiata. Le uve venivano già citata dai romani come
Apicae (da Catone) o Apianae (da Columella e Plinio).
Senza dubbio il moscato fu la prima uva a essere
coltivata per via dei suoi profumi intensissimi e la sua
dolcezza. Naturalmente non è il moscato che intendiamo
oggi, quell'antico vitigno si è trasformato nel tempo
nei tanti moscato che popolano le colline che si
affacciano sul Mediterraneo ed ognuno ha avuto una vita
diversa. Dallo zibibbo di Pantelleria al moscato bianco
di Canelli le differenze si notano immediatamente, ma si
nota anche una notevole parentela.
Il termine moscato deriva dal vocabolo latino "cuscus",
un'essenza che veniva estratta dalla ghiandola di un
piccolo animale e che veniva molto usata in profumeria,
e significa semplicemente profumato, speziato.
La coltivazione del moscato nelle Langhe e nel
Monferrato inizia presumibilmente nel 1200 ad opera dei
Benedettini e Cistercensi che utilizzarono le piante
portate dai Crociati di ritorno dal Medio Oriente. La
prima
documentazione scritta del commercio di vino
"moscatello" risale al 1593. |
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Area di produzione
Terra vocata per il Moscato bianco, straordinaria per
qualità e personalità, la zona di origine dell’Asti
D.O.C.G. è stata ufficialmente delimitata sin dal 1932.
Un territorio vasto che comprende 53 Comuni ed interessa
le province di Alessandria, Asti e Cuneo: qui la
superficie totale del vigneto a Moscato bianco è di
quasi 10.000 ettari, suddivisa tra oltre 6800 vignaioli.
Sulle colline di Langhe, Roero e Monferrato la vite
regna sovrana, prospera in filari ordinati, curati,
preziosi, capaci di rendere inconfondibile e
irripetibile la straordinaria scena del sud Piemonte.
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